Copiapoa

 di Mario Martini

 
 
 

Per poter comprendere al meglio la situazione specifica della nicchia ecologica nella quale si sono formate alcune cactacee cilene ed in particolare il genere Copiapoa si deve considerare la formazione orogenetica relativa alla dorsale andina che ha fatto che il lato ovest del sud America rimanesse stretto tra alte montagne e l’oceano Pacifico, formando una striscia di terra che è in gran parte territorio cileno.

Il Cile, che è quindi molto allungato andando dal 18° parallelo fino all’oceano australe, presenta, in tutto il suo territorio,  una  notevole diversità climatica da nord a sud ma anche da ovest ad est poiché si passa dal clima a livello del mare fino a quello delle alte Ande.

La zona che ci interessa va dal Tropico del Capricorno fino al 32° parallelo ed è una nicchia veramente particolare.

Il grande bacino dell’Amazzonia, per quanto riguarda il regime delle piogge, risulta benefico per tutto il continente sudamericano  ma la zona che interessa le Copiapoa nel nord del Cile è rimasta isolata e avulsa dalle perturbazioni atmosferiche.   Osservando il continente ed in particolare la cordigliera delle Ande ci si rende conto che il deserto di Atacama confina,  nella sua parte est, con  catene montuose, le cui cime superano anche i 6000 metri, e con altopiani di notevole importanza. Questo sistema montuoso isola la regione di Atacama, impedendo alle perturbazioni di raggiungere questa area che è celebre proprio per l’assenza quasi totale di piogge; in più, e non di secondaria importanza, le regioni del Perù e del nord del Cile sono sotto la pressoché costante influenza dell’anticiclone del Pacifico sudorientale che impedisce ulteriormente il verificarsi di precipitazioni.

  I cactus del sud America in genere crescono grazie all’acqua piovana ma quelli che nei millenni si sono adattati a vivere ad Atacama hanno imparato a prendere l’acqua necessaria per la vita dalla nebbia.  Le nebbie quotidiane, dette "camanchacas", sono, in questo deserto, l’unica alternativa alla pioggia.

  Durante la notte la nebbia sale dal mare verso le colline e l’entroterra, si propaga nelle valli, perdurando poi per tutta la mattina e diradandosi nel pomeriggio grazie al vento che si leva sempre con regolarità.

  La corrente fredda di Humboldt che risale da sud a nord lungo il  Cile raffredda durante la notte tutta la fascia costiera e condensa l’umidità che, sottoforma di nebbie, invade le valli e ricopre le colline; inoltre,   la
temperatura piuttosto bassa del mare, fa
che la costa sia notevolmente mitigata.

Interessante, per la sopravvivenza dei cactus sia nel Perù che del nord del Cile, è anche il fenomeno che va sotto il nome di El Niño, questo apporta precipitazioni abbondantissime sull’arido Perù e queste causano letteralmente la fioritura del deserto, ma tutto ciò direi che riguarda in modo più marginale il deserto di Atacama che comunque può godere anche di questo fenomeno che non si verifica ogni anno ma, in media, ogni 7-8 anni. Grazie a El Niño i semi dispersi tra le pietre possono finalmente germogliare.

Le Copiapoa, definite come genere da Britton e Rose nel 1922, sono piante di forma succulenta arbustiva semplice o strutturata in cuscini di numerose teste.

Le piante possono andare da pochi centimetri di diametro fino a due metri e il loro colore varia molto dal bianco e nero al grigio, dal verde al giallo, arancione e anche rosso; le specie più piccole hanno sovente vita geofita, ovvero si nascondono quasi totalmente nel terreno, mostrando solamente l’apice vegetativo(C. laui, C. hypogaea, C. tenuissima, etc.).

Le radici sono fascicolate nelle specie più famose come la C. cinerea e tutte le sue varietà e nella C. dealbata, mentre sono a fittone nelle altre.

La radice fascicolata (tante radichette sottili) permette alla pianta  di captare più facilmente l’umidità superficiale del terreno mentre quella a fittone (carota) ha una funzione di stoccaggio del nutrimento.

L’apice delle Copiapoa sviluppa alla maturità un disco lanoso più o meno ampio ed abbondante nelle differenti specie, da qui si generano i fiori e questa caratteristica le distingue dagli altri generi di cactus del Cile; i fiori sono generalmente gialli e le specie a fiore rosso sono più rare.

Qualche mio consiglio

Se si possiede una Copiapoa bisogna per prima cosa darle la luce diretta del sole ma attenti a non ”scottarla” se prima era in una serra ombreggiata, dovrete abituarla gradatamente ma il sole farà sì che lei mantenga le sue migliori caratteristiche.

Il terriccio deve essere  per cactacee e molto ben drenato, costituito da torba e sabbia, con l'aggiunta di materiale grossolano, come pietra pomice, il vaso preferibilmente di plastica e non più grande della pianta stessa; liberare le radici se chiuse in un blocco troppo compatto altrimenti l'acqua rischia di non penetrare e la pianta deperisce.

Per quanto riguarda le annaffiature, durante il periodo vegetativo è bene farlo sporadicamente, lasciando che il terreno asciughi ogni volta, in inverno sarà bene sospenderle del tutto.

Per le malattie diciamo che bisogna prima di tutto evitare il marciume delle radici causato dalla troppa acqua ma bisogna anche essere attenti  alla cocciniglia sia nelle radici sia  sull’apice vegetativo.  

 

 

 

 Cocciniglia