Copiapoa
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Per
poter comprendere al meglio la situazione specifica della nicchia
ecologica nella quale si sono formate alcune cactacee cilene ed in
particolare il genere Copiapoa si deve considerare la formazione
orogenetica relativa alla dorsale andina che ha fatto
sì
che il lato ovest del sud America rimanesse stretto tra alte montagne e
l’oceano Pacifico, formando una striscia di terra che è in gran parte
territorio cileno.
Il
Cile, che è quindi molto allungato andando dal 18° parallelo fino
all’oceano australe, presenta, in tutto il suo territorio,
una notevole diversità
climatica da nord a sud ma anche da ovest ad est poiché si passa dal
clima a livello del mare fino a quello delle alte Ande.
La
zona che ci interessa va dal Tropico del Capricorno fino al 32° parallelo
ed è una nicchia veramente particolare.
Il
grande bacino dell’Amazzonia, per quanto riguarda il regime delle
piogge, risulta benefico per tutto il continente sudamericano
ma la zona che interessa le Copiapoa nel nord del Cile è rimasta
isolata e avulsa dalle perturbazioni atmosferiche.
Osservando il continente ed in particolare la cordigliera delle
Ande ci si rende conto che il deserto di Atacama confina,
nella sua parte est, con catene
montuose, le cui cime superano anche i 6000 metri, e con altopiani di
notevole importanza. Questo sistema montuoso isola la regione di Atacama,
impedendo alle perturbazioni di raggiungere questa area che è celebre
proprio per l’assenza quasi totale di piogge; in più, e non di
secondaria importanza, le regioni del Perù e del nord del Cile sono sotto
la pressoché costante influenza dell’anticiclone del Pacifico
sudorientale che impedisce ulteriormente il verificarsi di precipitazioni.
I
cactus del sud America in genere crescono grazie all’acqua piovana ma
quelli che nei millenni si sono adattati a vivere ad Atacama hanno
imparato a prendere l’acqua necessaria per la vita dalla nebbia.
Le nebbie quotidiane, dette "camanchacas", sono, in
questo deserto, l’unica alternativa alla pioggia.
Durante
la notte la nebbia sale dal mare verso le colline e l’entroterra, si
propaga nelle valli, perdurando poi per tutta la mattina e diradandosi nel
pomeriggio grazie al vento che si leva sempre con regolarità.
La
corrente fredda di Humboldt che risale da sud a nord lungo il
Cile raffredda durante la notte tutta la fascia costiera e condensa
l’umidità che, sottoforma di nebbie, invade le valli e ricopre le
colline; inoltre, la
Interessante,
per la sopravvivenza dei cactus sia nel Perù che del nord del Cile, è
anche il fenomeno che va sotto il nome di El Niño, questo apporta
precipitazioni abbondantissime sull’arido Perù e queste causano
letteralmente la fioritura del deserto, ma tutto ciò direi che riguarda
in modo più marginale il deserto di Atacama che comunque può godere
anche di questo fenomeno che non si verifica ogni anno ma, in media, ogni
7-8 anni. Grazie a El Niño i semi dispersi tra le pietre possono
finalmente germogliare.
Le
Copiapoa, definite come genere da Britton e Rose nel 1922, sono piante di
forma succulenta arbustiva semplice o strutturata in cuscini di numerose
teste.
Le
piante possono andare da pochi centimetri di diametro fino a due metri e
il loro colore varia molto dal bianco e nero al grigio, dal verde al
giallo, arancione e anche rosso; le specie più piccole hanno sovente vita
geofita, ovvero si nascondono quasi totalmente nel terreno, mostrando
solamente l’apice vegetativo(C. laui, C. hypogaea, C. tenuissima, etc.).
Le
radici sono fascicolate nelle specie più famose come la C. cinerea e
tutte le sue varietà e nella C. dealbata, mentre sono a fittone nelle
altre.
La
radice fascicolata (tante radichette sottili) permette alla pianta
di captare più facilmente l’umidità superficiale del terreno
mentre quella a fittone (carota) ha una funzione di stoccaggio del
nutrimento.
L’apice
delle Copiapoa sviluppa alla maturità un disco lanoso più o meno ampio
ed abbondante nelle differenti specie, da qui si generano i fiori e questa
caratteristica le distingue dagli altri generi di cactus del Cile; i fiori
sono generalmente gialli e le specie a fiore rosso sono più rare.
Qualche mio consiglio
Se
si possiede una Copiapoa bisogna per prima cosa darle la luce diretta del
sole ma attenti a non ”scottarla” se prima era in una serra
ombreggiata, dovrete abituarla gradatamente ma il sole farà sì che lei
mantenga le sue migliori caratteristiche. Il terriccio deve essere per cactacee e molto ben drenato, costituito da torba e sabbia, con l'aggiunta di materiale grossolano, come pietra pomice, il vaso preferibilmente di plastica e non più grande della pianta stessa; liberare le radici se chiuse in un blocco troppo compatto altrimenti l'acqua rischia di non penetrare e la pianta deperisce.
Per
quanto riguarda le annaffiature, durante il periodo vegetativo è bene
farlo sporadicamente, lasciando che il terreno asciughi ogni volta, in
inverno sarà bene sospenderle del tutto.
Per
le malattie diciamo che bisogna prima di tutto evitare il marciume delle
radici causato dalla troppa acqua ma bisogna anche essere attenti
alla cocciniglia sia nelle radici sia sull’apice vegetativo.
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